Con sede a Cape Town, nasce nel 1999 grazie all’impegno di tre artiste Barbara Jackson, Shirley Fintz e Mathapelo Ngaka.
Monkeybiz punta subito la sua attenzione a creare lavoro e indipendenza economica per le donne e sullo sviluppo della sanità nelle aree senza risorse del Sudafrica.
Parte dall’idea di rivalorizzare e dare dignità d’arte ai lavori realizzati con le perline, la cosiddetta arte dell’african beading.
Il progetto ha dato vita ad una vibrante comunità che raccoglie più di 450 artisti, spesso gli unici a portare un guadagno in casa, che ha cambiato il volto del mercato della lavorazione delle perline. Ogni creazione è unica e porta la firma della sua creatrice. Tutti i profitti che provengono dalle vendite dei lavori vengono reinvestiti in progetti e servizi per le comunità, come cliniche per i programmi sull’HIV, mense comuni, ma anche corsi di yoga, teatro e coro.
Nel 2003 Monkeybiz ha focalizzato le sue energie creative nell’educazione sull’HIV/AIDS. Pubblica un libro intitolato Positively HIV in inglese e Xhosa.
Il libro è un incredibile strumento educativo, ricco di immagini e grafica, rivolto ai giovani tra i 15 e i 24 anni. Spiega come confrontarsi con l’HIV e l’AIDS, smitizzando le false storie e accrescendo l’attenzione e la consapevolezza.
Monkeybiz ha fatto, quindi, dell’HIV/AIDS il punto focale del suo lavoro. Ha capito l’enorme impatto che la malattia aveva sulla comunità stessa dei suoi artisti. Per questo ha deciso di aprire una clinica dove le “beaders” potessero trovare il sostegno necessario ad affrontare questa piaga.
Nel 2004, il libro POSITIVELY HIV è stato nominato tra i Top 18 Books for the New Democracy nella catena di librerie più importante del Sudafrica, Exclusive Books.
Oggi le creazioni di Monkeybiz sono vendute in tutto il mondo: dal Sudafrica all’Europa, dagli Stati Uniti al Giappone. Ed è con orgoglio che possiamo aggiungere in Italia, a Ferrara.